15/04/2011

gratis

 

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Gratis. Sembra impossibile, ma c'è gente che  compie certe scelte, e vive in certi modi. Senza vantaggi, senza guadagni personali. Per gli altri.  E spesso, purtroppo, il mondo li schiaccia. Queste persone non bastano mai. E sembrano diminuire. Ma resistono.

09/12/2010

life (dedicata a john)

 

qui vicino c'è un parco intitolato a lui. figlio di ragazza madre vissuto ad allerton. occhi miopi, dolcezza ironia rabbia racchiusa in un riff. appartiene a noi tutti. ancora non mi capacito del colpo di pistola a central park che l'ha stroncato. oggi mi sono chiesto come sia possibile che non sia più. dieci anni fa appesi una sua foto sotto una stampa del waterfront di liverpool, il luogo al quale ho intitolato il mio blog. qualche giorno fa la foto ingiallita è caduta. e come spesso accade, ho dubitato. non è più il caso di rimetterla al suo posto? quel luogo chiamato cuore si è addormentato, o forse è solo sopraffatto dalla rabbia convulsa rabbia elettronica dei nostri sciocchi tempi. penso che domani, appena sveglio nel dolore che mi assale ogni volta senza motivo apparente e tangibile, la rimetterò al suo posto. al mio posto. e canticchierò in my life. mi sentirò meglio, la pena sparirà. almeno una volta. nella mia vita, nella vita di noi tutti.

21/11/2009

vieni come sei

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Penso che dopo cinque anni di blog dovrei  smettere. Dovrei smettere di dissanguare i miei sentimenti e la mia memoria. L'ho presa troppo sul serio, 'sta cosa. Oggi ho sentito questo pezzo dei nirvana, e ho realizzato, come solo quando ascolto ciò che mi urla il rock'n'roll. Vieni come sei, come una memoria. Come un amico, come un vecchio nemico. Ti aspetto. Lo giuro, non ho una pistola. Non ce l'ho, non l'ho mai avuta veramente. La scelta è tua, non ritardare. E se ritardi, tu,tu e tu, non ha importanza. Siete lo stesso per me, e dovrebbe essere così anche per voi. Non è mai troppo tardi. E' peace and love, qui, e sempre lo sarà. Stesse idee, stesso feeling. Non può essere che ci abbaiamo come cani rabbiosi. Non può.
Perché io, la pistola non ce l'ho, e non la voglio avere.


podcast

18/09/2009

moris

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podcast

quando entro nel bar di moris, lui nemmeno si volta. sa chi sono e cosa voglio.e così con tutti i suoi clienti, che ti assicuro, sono un bel po'.  le donne (di cui ha una maledetta, pessima opinione) le chiama nani, se le conosce un po'. mi fa il caffè macchiato la mattina, prima che vada al lavoro, o il campari soda con ghiaccio e limone, la domenica prima di pranzo. gli stuzzichini sono pezzetti di gnocco fritto, che prendo direttamente da un vaso di rame, dietro il banco. rino, il siciliano che mi vende mozzarelle, mi ha offerto il caffè.  è passato vicino al bar, tra il dehors e il bar in bici, e mi ha salutato mentre bevevo l'ape. moris l'ha rimproverato, e lui gli ha risposto che doveva salutare un amico. il fornaio ieri mi ha salutato per strada, e mi ha chiesto"come va?". una volta lo ascoltai mentre parlava di casualità e causalità, e gli menzionai la storia dell'orologiaio cieco. all'altro bar, dove vado quando moris è chiuso per turno, la madre e la figlia mi hanno fatto notare che sembro sempre arrabbiato la mattina. e mi servono il caffè macchiato con le decorazioni di cioccolato. nel negozio bangla, dal quale mi servo quando devo comprare le birre fuori orario, il proprietario mi chiama ingegnere, anche se sono un fisico, un mestiere incomprensibile ai più. sta facendo il ramadan, povero, o beato? lui e la moglie sono internet dipendenti, guardano bollywood su youtube. i filippini si siedono sulle panchine la sera e chiacchierano, a voce alta, ridono e sono comunità, come noi non ci sogneremmo mai di essere. la domenica mattina i vicini messicani, o venezuelani, o che so io, sentono questi loro ritmi a volume alto, mentre il profumo della loro cucina si sparge per i cortili. a due passi, altre cucine, dalle più alte con tre stelle michelin alle semplici trattorie lavorano, incessantemente. il sushi è a due passi, come il kebab, la pizza e i tortelli estensi. cucina, suoni, persone. che riconosco, saluto, e rispetto. non so, forse vivo in un'isola incantata. ma la gente è gente, e i loro colori, odori, sorrisi riempiono la mia vita, faticosa come quelle di tutti. in questo centro storico così caldo d'estate, così vivo tutto l'anno.

01/06/2009

skeletons


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c'è ancora tempo? ancora? uncle john suona ancora il suo violino? voglio sempre credere di sì. voglio sempre credere agli arcobaleni sui deserti. e al surf sulle onde blu dell'amore. gli scheletri nell'armadio diventeranno polvere. e noi sopravviveremo, respirando l'aria del golden gate.

 

It's the same story the crow told me;
it's the only one he know.
Like the morning sun you come
and like the wind you go.
Ain't no time to hate,
barely time to wait,
Whoa-oh, what I want to know,
where does the time go?

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