23/09/2008
mersey beat

dall'alto del secondo piano del double deck vedo una ragazza caraibica fasciata in un costume rosso, le ali d'angelo sulle spalle. cammina per Katherine Street, nella sera ancora lucente. altre persone, bionde nere asiatiche si dirigono da qualche parte, vestite di colori così distanti dai dintorni. scendo incuriosito. e sento i tamburi. il battito del cuore di una città che si dimentica di essere nordovest e vuole pulsare e vivere in mondi diversi. un carnevale brasiliano la inonda, la permea e la seduce. tra i muri di mattoni rosso scuro, tra i pub dalle luci gialle sotto il cielo limpido, sfilano le lingue e i colori di un acquario tropicale. mentre il tuono ritmico dei tamburi delle scuole di samba rimbalza tra i draghi dorati della porta di chinatown. noi non siamo di nessun posto, come l'aria di questo sabato d'agosto del mersey beat.
00:13 Scritto da: weller60 in Greg | Link permanente | Commenti (6) | Segnala | Tag: liverpool, samba, prefab sprout, carnival 2000 | OKNOtizie |
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15/09/2008
la strada per anfield


Hi everyone, welcome to the casbah. We are the Beatles, and tonight we are going to play some rock'n'roll.
00:11 Scritto da: weller60 in dream screen | Link permanente | Commenti (14) | Segnala | Tag: liverpool, beatles, helter skelter | OKNOtizie |
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25/07/2008
back home
22:41 Scritto da: weller60 in Greg | Link permanente | Commenti (8) | Segnala | Tag: liverpool, beatles, magical mistery tour | OKNOtizie |
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29/05/2008
Losing hand

Elaine saluta Rory dal bordo della vasca. Il bambino strizza gli occhi e agita la manina, concentrato nello stare a galla. La treccia bionda della sua mamma è ricresciuta, e cade sulla camicetta bianca, leggermenta aperta. Elaine guarda di sbieco il telefono. L'ha visto vibrare la sera prima. L'SMS pieno di spine, in poche righe, mentre l'aereo rollava sulle luci di natale della pista di LAX. Lo sai che è l'ultimo, vero, darling? Si mette gli occhiali scuri e si guarda le mani con le dita stese. Non piangerà più. Santa Barbara non è posto in cui piangere.
Il cuscino è sporco di sangue. La benda non ha tenuto, e la mano pulsa. Il soffitto beccheggia ancora. Edo ricorda, il pub pieno di fumo, i suoi mates addosso che lo tengono, what a mess, fucking mess. solo perché la pinta di guinness era stata presa da un'altro. Rotto tutto: i vetri del bicchiere sulla mano. L'asfalto pieno di pioggia bacia la sua faccia all'uscita. L'iphone giace disintegrato sul pavimento della camera da letto. Nothing fucking works. I gabbiani mangiano l'immondizia sui prati di Sefton Park. Pioverà ancora, oggi pomeriggio. Edo si rivolta nel letto e si addormenta sulla macchia rossa, con il jet lag ancora attaccato addosso.
Peter controlla le formule scribacchiate sulla lavagna del suo ufficio, mentre si gratta la barba. La cerimonia, Cristo. Ancora un po', fammi provare questo. Un piccolo sorriso, veloce. Il conto è venuto. Sposta il costume e l'asciugamano dalla sedia, ed esce infilandosi la toga svolazzante, con in bocca il tocco scuro, verso l'Alsop Building. Le equazioni guardano vuote il grigiore di Liverpool, attraverso la finestra sporca.
Played out by the band
Love is a losing hand
More than I could stand
Love is a losing hand
P.S.: i cityhoppers sono una categoria del mio blog. Tre anni fa incominciai a scrivere una storia su Edo. E' una storia infinita che si richiude su se stessa, proprio come il simbolo matematico dell'infinito.

E' stato, ed è , un gran divertimento. Edo, Elaine, Jamie, Horst, Dom, Claire, Sasha, Claudia, Alice, sono i protagonisti. Sun on u.
23:25 Scritto da: weller60 in cityhoppers | Link permanente | Commenti (7) | Segnala | Tag: liverpool, amy winehouse, love is a losing game | OKNOtizie |
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10/03/2008
Migration

La radiosveglia si accende. E’ ancora buio, papà è già in piedi, impaziente come sempre. Mamma è da qualche parte, forse in bagno. Sul tavolo di formica della vecchia cucina, la moka mi aspetta. Passiamola, questa linea d’ombra. Non posso rimanere. Mia sorella mi sorride e mi bacia. Mamma è OK. Presto, prima del traffico, bisogna uscire dalla città, verso il nastro grigio del Nord-Ovest. Papà mi accompagna, nella pioggia fredda di Gennaio, lungo i primi mille chilometri in Italia. Firenze, Genova, Ventimiglia, fino a Nizza. Vediamo gli aerei partire sul mare, col croissant in mano, mentre scherziamo e ci prendiamo in giro. Mi saluta alla stazione, ritorna a casa. Il treno di notte con vettura al seguito, le luci di Parigi al risveglio. Riesco ad uscirne, e vedo il mattino del Nord su un’autostrada a non so quante corsie, di nuovo aerei sulla testa, atterrano e decollano dallo Charles de Gaulle. Dopo le lunghissime propaggini metropolitane, il deserto della campagna francese del Nord, verso Calais e l’approdo. Onde sulla Manica, il traghetto balla. Guardo la scogliera di Dover per la prima volta, da sottocoperta. E’ bianca come dicono. Adesso guiderò sulla sinistra: Londra, Luton, Milton Keynes, Birmingham, ancora su. Passo sotto l’indicazione per Liverpool, un cartello mi indica Penny Lane. Sorrido, mentre metto su “Advice for the young at hearts” allo stereo. Arrivo proprio lì, dove volevo, all’Università. Parcheggio ed esco nel vento del Mare d’Irlanda, verso la cabina rossa del telefono. E’ buio, sotto la cattedrale cattolica. Chiamo la mia amica, vengono a prendermi.
E se il tempo tornasse?
Nei pub elettrici
Sotto la pioggia soffice
Sui parchi gelati e umidi
I daffodils si schiudono
Il grigio diventa arcobaleno
Il cuore, acciaio arrugginito
Fumo di anima indomita
Kop rossa negli occhi di Barnes
Mc Manaman, Owen, Gerrard
Il Mersey risale
Ogni giorno nordico
I docks ruggiscono
It ain’t over, till it’s over
23:20 Scritto da: weller60 in Greg | Link permanente | Commenti (15) | Segnala | Tag: lenny kravitz, liverpool | OKNOtizie |
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