24/12/2011

lovejoy

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lovejoy è una cometa sopravvissuta a un lungo viaggio. è arrivata qualche giorno fa, ed è stata osservata e filmata dagli astronauti della stazione spaziale internazionale. c'era una tempesta sulla terra. i fulmini formavano delle scintille sopra il nostro pianeta scuro. improvvisamente lovejoy è comparsa, un po' a sorpresa. non si credeva che sarebbe ritornata, era passata molto vicino al sole. ma la sua massa era stata sottostimata. ne aveva abbastanza per non disintegrarsi e ritornare. ha formato una striscia chiara, poi è sopravvenuta un'alba luminosissima.  e questa per me questa è una piccola fiaba di natale.

auguri

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17/08/2010

NC (in memoria)

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oggi pomeriggio hanno assegnato ufficialmente i premi nobel per la fisica 2008, la nostra champions league. tre professori hanno alzato la coppa, nambu, kobayashi e maskawa, per il loro contributo alla fisica delle particelle elementari, in particolare alla costruzione di quella teoria detta modello standard, il pilastro dell'interpretazione di tre delle forze fondamentali: elettromagnetismo, interazioni nucleari deboli e interazioni nucleari forti. manca la gravità, ma questa, come si dice nei film, è un'altra storia. i loro studi (quelli per cui hanno alzato la coppa) risalgono agli anni 60 e 70, un altro pianeta, un altro universo. per qualche motivo inspiegabile, a me e ai miei colleghi,  è stato negato il premio ad un altro fisico, nicola cabibbo. che aveva contribuito in egual modo, forse anche di più. cabibbo è stato mio professore, ho avuto il piacere dunque di conoscerlo. fu l'unico docente a bocciarmi ad un esame (fisica teorica) perché non voleva promuovermi con un voto basso. fumava (fuma?) la pipa,e vestiva una giacca a scacchi, che ho riconosciuto in alcuni filmati d'epoca, rispolverati dai tg per l'occasione, lo "scippo", come si strilla da più parti. understatement, questa è la parola che mi viene in mente quando penso a lui. e signorilità, cortesia, fair play. è vicino, come portamento e carattere, all'accademia come vorrei che fosse. britannica, con accento romanesco. nobile, distaccata, ma senza troppo snob, e l'umorismo che caratterizza l'intelligenza umana, superiore. persone così, sono sempre meno. e perdono. ma perdere cosa? niente è perso, perché vincere (e lo scrivo a capo chino) spesso è solo un'apparenza. l'apparenza che in questi sciocchi tempi domina, ma non mi rende schiavo. non ci rende schiavi, se guardiamo avanti, tenendo alta la nostra torcia, e tendiamo ai nostri sogni, al nostro essere, alla nostra nobiltà di donne e uomini, scesi dagli alberi per affrontare le savane.

podcast

Portami la notte
Non sopporto un'altra ora di quella luce

(scritto il 7 Ottobre 2008)

09/07/2009

wow

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nanoparticelle di nichel. aggregate in struttura frattale (forse? chi sa?). le loro dimensioni sono di una decina di miliardesimi di metro. le ho fatte io. wow. this is nerd art.

23/10/2008

ritorno al futuro

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noi siamo un po' occupati, di questi tempi. il passato non ritorna. vero. epperò, epperò, il futuro può ritornare. perché non si è ancora realizzato nel presente. sun on u.
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podcast
 

23/09/2008

lonely albert

Albert Einstein pubblicò la teoria della Relatività Ristretta nel 1905, a 26 anni. A 36, nel 1915, pubblicò la teoria della Relatività Generale. Ricevette però il premio Nobel nel  1921 per un altro suo contributo alla scienza, e cioé per l'interpretazione dell'effetto fotoelettrico. Le cellule fotoelettriche sono presenti in molti dispositivi di uso corrente. La luce colpisce un certo materiale, e si genera una corrente elettrica. La spiegazione di questo effetto risiede nella fisica quantistica. La luce è composta da corpuscoli detti fotoni, che hanno una determinata energia, legata alla frequenza (cioè al colore) della luce stessa. La fisica quantistica dà una visione del mondo completamente diversa da quella deterministica, diciamo così, della fisica classica, ed è basata sull'indeterminazione, e sulla probabilità. Non si può mai prevedere in modo assolutamente esatto come evolverà un certo fenomeno. Se ne può solo calcolare la probabilità. Einstein contribuì a questa nuova visione del mondo, con il suo lavoro sull'effetto fotoelettrico, ma ne rifiutò le conseguenze filosofiche. Sua è la celebre frase "Dio non gioca a dadi", e spese gli ultimi vent'anni della sua vita per trovare una teoria più completa di carattere deterministico. Una teoria del tutto, bella come potevano essere quelle relativistiche. Ma Einstein fallì in questo suo sforzo epico. La fisica quantistica funziona, eccome.  La scienza, la tecnologia e l'industria l'hanno accettata per quello che è, e la applicano felicemente. I nostri dispositivi elettronici (PC, televisioni, gameboy etc.) ne sono la testimonianza più concreta. Certe volte ci si convince che il mondo, che le persone non possano andare in una certa direzione. Ma loro ci vanno, e non c'è niente da fare, tutto funziona lo stesso. Si rimane seduti, a contemplare quella che dovrebbe essere una catastrofe, e non lo è. Non ci resta che sorridere, e magari suonare il violino, come faceva Albert, anche se una coda del grande dolore che abbiamo provato rimane sempre. Ma l'abbraccio, l'amore per noi stessi e per chi prende strade diverse non deve mai mancare. O forse basta il semplice fair play.

 
 

18:51 Scritto da: weller60 in Greg, my playground | Link permanente | Commenti (11) | Segnala | Tag: einstein | OKNOtizie |  Facebook