28/02/2011
è diventata un cigno nero...
... ma non era proprio un brutto anatroccolo,vero? quando vidi natalie piangere disperata bussando alla porta del killer jean reno, in léon, mi dissi: questa è una predestinata. e infatti: adesso è un academy awarded.
vidi il film a manchester, al corner house, casa del cinema indipendente e alternativo, tra edifici dai mattoni rossi post-industriali. un bel posto, già. chissà se c'è ancora.
congratulazioni alla fanciulla. che ho apprezzato moltissimo anche in closer.
11:05 Scritto da: weller60 in dream screen | Link permanente | Commenti (6) | Segnala | Tag: natalie portman, leon, closer | OKNOtizie |
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17/02/2011
cristalli di neve
questo post vuole essere un semplice omaggio a uno dei più bei film della storia del cinema, che ho avuto modo di rivedere ieri. il cinema di stanley kubrick mi ha sempre fatto pensare a qualcosa di bellissimo, distante, e freddo. cristalli di neve, gemme perfette. la distanza non è qualcosa di negativo, perché il risultato è emozionare, comunque. è questo il miracolo di kubrick. e barry lyndon ne è l'esempio più immediato. ogni singola immagine è tecnicamente perfetta, a se stante. e risplende nella luce fulgida, come la neve sugli abeti al sole di inverno.
08:59 Scritto da: weller60 in dream screen | Link permanente | Commenti (10) | Segnala | Tag: stanley kubrick, barry lyndon | OKNOtizie |
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26/10/2009
ministry of love
qualche volta penso che il futuro immaginato dal passato si chiude nel presente. i corto circuiti si chiudono, nei flussi di carica elettrica e di luce provenienti dai nostri schermi, che ci investono continuamente, ossessivamente, cancellano e ricreano i tempi delle nostre azioni e dei nostri sogni. ma noi dove siamo, dentro o fuori gli schermi? è tutto mescolato, entangled, e ciò che ci diceva orwell del futuro, del suo futuro, ci arriva e diventa presente in modo ancora più subdolo di quello che lui poteva pensare. big brother diventa reality, anestetizza una realtà che va e viene tra le onde elettromagnetiche e il vivere quotidiano. è una catena di immagini, di eventi, di immagini di eventi dove ciascuno pensa di prendere e selezionare, come al supermercato, e non si accorge del braccialetto elettronico che lo lega a qualcosa che NOI ci siamo costruiti, e dalla quale non scappiamo. perché ci piace, e non vogliamo scappare. ma forse non è così. ci forzano, ci forziamo a farcelo piacere. e tutto questo equivoco di presente, passato e futuro continuo è solo una cortina, che non ci fa vedere quello che siamo, quello che il mondo è. e ci farebbe un gran bene saperlo. tomorrow was another day.
23:55 Scritto da: weller60 in dream screen | Link permanente | Commenti (9) | Segnala | Tag: orwell, 1984, brazil, gilliam | OKNOtizie |
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05/10/2009
5 sport:calcio
Giochiamo sotto il cielo plumbeo della domenica mattina di un rigido inverno inglese. Potrebbe anche nevicare, come nel match di FA Cup che Edo vide in televisione molti anni fa, in Italia. McManaman buttato dentro la partita, esile maglietta rossa nella bufera. Ora, SeftonPark, 7 a-side, Geoff in maglietta blu a maniche corte dell'Everton dirige il traffico del gioco, lucido e paziente. Il contrario di quello che succederebbe fuori, pensa Edo inguainato nella tuta blu, guanti di lana già zuppi. Scarpini che si incrociano, scivolanono, schizzano fango di domeniche bagnate nella fuga da quel dolore e quella noia dell'imperturbabile britannia.
Ma il calcio è qualcosa di doloroso e così tremendamente amabile. Paolo Maldini ha detto che fra vent'anni forse il calcio non esisterà più. Edo rivede Falcao e Platini, Maradona e Rummenigge, e prova la scivolata su Geoff, imita come tutti gli insipienti al cospetto degli dei. Le coppe dalle grandi orecchie, il mondo in un globo d'oro, alzate nelle luci elettriche, nel verde artificiale, e la terra dei campetti di Tormarancio nelle estati polverose, cupo di fuori, il mondo. Luce nella palla che scivola, rimbalza, rotola, schizza tra piedi e teste di milioni di persone che hanno altro nella vita a cui pensare, ma che non possono fare a meno di rincorrere, dribblare, respingere, sognare. Dal sole di Roma alla pioggia del nordovest inglese, cos'è che ci spinge, cos'è che ci fa amare così perdutamente questa sciocca finzione di guerra? E tutti quelli che giocano, al chiuso e all'aperto, continuano a perdere l'anima nella sfera. Edo riesce a rincorrere Geoff e a scivolare, l'anestesia del soccer continua a funzionare. Le droghe funzionano sempre. Fino al dopo.
Sefton Park imbrunisce di sera, a Tormarancio il sole diventa insopportabile. Lorenzo si leva gli scarpini e fuma fuori dagli spogliatoi nel caldo padano asfissiante anche al tramonto, la nostra sera che avanza, sottile e inesorabile.
C'mon, let's play.
00:16 Scritto da: weller60 in dream screen | Link permanente | Commenti (6) | Segnala | Tag: five sports, calcio | OKNOtizie |
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28/07/2009
closer
natalie si spoglia. julia parla sboccato. clive e jude fanno gli uomini, niente mi ricordo di loro. si intrecciano, si feriscono, si amano, si scopano, si scambiano, si intrecciano di nuovo. poi (prima?), natalie guarda dalla parte sbagliata quando attraversa, e viene investita. a londra. diretti da nichols, conoscenza carnale e laureato. london. city of light. città dell'amore grigio, del tormento e della felicità. ricordo il film, e ci penso su. mi scappa da ridere. non è così? un po', sì. e mettiamo il pezzo giusto.
no direction home (known)
no, aspetta, ce n'è un'altra che adoro.
when I leave this world (sure, mate...)
02:17 Scritto da: weller60 in dream screen | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | Tag: closer, bob dylan, like a rolling stone, pearl jam, last kiss | OKNOtizie |
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